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Materie
prime > Cenni sulle tecniche di macinazione |
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Il ciclo produttivo degli
impianti molitori Mininni e Capriati & Loiudice
realizzano al meglio la separazione tra le varie componenti del
grano e, a tale scopo, sono costituiti essenzialmente da quattro
sezioni:
1.
prepulitura ed immagazzinamento del grano;
2.
prima e seconda pulitura / condizionamento;
3. macinazione;
4. immagazzinamento degli sfarinati (in
confezioni da kg. 25 o kg. 50 o rinfusa)
Il processo si compone, pertanto, di operazioni fisiche in sequenza
quali prepuliture, stoccaggio, pulitura, rotture, vagliature e rimacine,
per ottenere alla fine la separazione di quella porzione dei chicchi
che genera gli sfarinati.
Entrando più nel dettaglio, il ciclo produttivo inizia con
il ricevimento della materia prima (le migliori varietà
di frumento duro, coltivate sull'altopiano della murgia barese e
della collina materana) che, dopo l'ispezione ed il prelevamento
dei campioni per le analisi, viene inviata ad un trattamento
di prepulitura effettuata mediante aspirazione e vagliatura.
Questa operazione consente di migliorare le condizioni generali
di stoccaggio e viene realizzata con un separatore ad aria che,
attraverso l'aspirazione, elimina le impurità leggere della
massa con il passaggio delle cariossidi su vagli a maglie differenti
in modo da allontanare le altre impurità, sia quelle grossolane
che quelle minute.
Dopo questo primo trattamento, il grano viene immesso negli appositi
silos verticali di immagazzinamento pre-lavorazione.
L'avvio alla macinazione ha inizio con ulteriori operazioni
di pulitura, che sono finalizzate all'allontanamento di tutti
i possibili materiali estranei e per questo è realizzata
con diverse macchine in sequenza: separatori a dischi, a gravità,
centrifughe, aspiratori, magneti, ecc.
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A questo punto il grano deve essere privato della parte corticale
ed è quindi sottoposto ad una umidificazione con aggiunta di acqua potabile, a dosaggio controllato
elettronicamente, e tenuto a riposare per il tempo necessario ad
omogeneizzare l'umidità. Questa operazione viene indicata
come fase di condizionamento. Dal condizionamento,
si passa ai laminatoi rigati per la fase di rottura, dove
si realizza l'asportazione della parte corticale.
La parte corticale, che contiene ancora residui di prodotto, viene
successivamente trattata per ricavare questi ulteriori frammenti.
Il processo si completa dopo una serie di passaggi di rotture e
setacciature fino ad ottenere, da una parte le mandorle farinose
e dall'altra il residuo, costituito da scaglie di parti corticali
piatte.
Si ottengono così le semole ed i semolini,
da una parte, e i sottoprodotti destinati all'alimentazione animale
dall'altra.
Le semole ed i semolini sono così avviati ai laminatoi di
svestimento o di rimacina.
La cosiddetta fase di rimacina - da cui si ottiene la "semola
rimcinata" per la panificazione, utilizzata per la produzione
del rinomato "pane di Altamura"-, riduce ulteriormente
la materia attraverso passaggi successivi.
Ad ogni passaggio di rimacina ne segue uno di setacciatura al fine
di ottenere un prodotto sempre più raffinato e ricco di
sfarinato che viene separato dai sottoprodotti con il processo
di svestimento.
Per ottenere il prodotto finito, le varie operazioni descritte
(rottura, rimacina, svestimento) sono intervallate da dispositivi
vaglianti, da macchine selezionatrici, da plansichter e da semolatrici.
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